Bambino

In questo periodo della vita particolarmente delicato si formano le fondamentali relazioni che costituiranno dei modelli di riferimento e condizioneranno il codice con il quale il futuro adulto interpreterà e interagirà con il mondo.

E’ proprio nel rapporto con i genitori (o con i caregiver) che il bambino struttura fin dai suoi primi giorni di vita il suo primo legame di attaccamento. Con loro sperimenterà e sedimenterà l’esperienza del costituire rapporti di fiducia, sia nel momento della ricerca di calore e accudimento che nell’esplorazione dell’ambiente circostante. In questa fase si rileva la grande importanza della funzione genitoriale: la famiglia dovrà essere in grado, infatti, di accompagnare il bambino nei suoi primi approcci con il mondo per aiutarlo ad elaborare e reagire con adeguati comportamenti agli stimoli che da esso provengono.

L’attaccamento, le strategie sperimentate e apprese dai genitori o dai caregiver, il carattere e il temperamento saranno tutti fattori che condizioneranno i rapporti che il bambino instaurerà con il gruppo dei pari. Tale primo confronto, nella maggior parte dei casi, coincide con l’ingresso nel mondo scolastico (che rappresenta il primo contatto con un gruppo sociale all’esterno della famiglia) e le attività ricreative. Molto spesso è proprio questo delicato ingresso nella società che evidenzia alcuni atteggiamenti anomali e comportamenti che possono essere sintomo di difficoltà.

Quali difficoltà possono sorgere?

Diversi comportamenti osservabili nel bambino potrebbero essere sintomatici di un disagio che il piccolo non riesce a comunicare. È importante notare questi elementi e non sottovalutarli perché fanno parte di un sistema di comunicazione “grezzo” utilizzato per compensare una difficoltà nel verbalizzare sia le emozioni che un vissuto familiare, scolastico o relazionale non sano. Talvolta infatti gli stessi genitori potrebbero tendere a evitare di prendere coscienza di questi disagi per non mettere in dubbio le proprie capacità genitoriali, o perché troppo spaventati da una potenziale patologia del bambino.

Come si manifesta il disagio?

  • Disturbi del sonno (difficoltà ad addormentarsi, risvegli precoci, sonno interrotto, incubi….)
  • Iperattività
  • Scarsa capacità di concentrazione
  • Difficoltà relazionali con i pari
  • Disturbi dell’apprendimento
  • Oppositività attiva o passiva
  • Problemi di crescita non dovuti a condizioni mediche
  • Ritiro
  • Pensieri o comportamenti insoliti e non spiegabili
  • Disturbi nel comportamento alimentare
  • Sindromi somatiche non afferibili a condizioni mediche

Come interveniamo?

Il KI – Centro Specialistico della persona – presta grande importanza al vissuto del bambino e all’osservazione dell’intera famiglia allo scopo di individuare le dinamiche relazionali fondamentali per la strutturazione di un sano sviluppo psicofisico nel piccolo, capirne la natura ed osservarne l’espressione nelbambino, fra i vari componenti della famiglia e nei rapporti con l’esterno, intervenendo laddove ce ne fosse bisogno nel modo più opportuno.

La valutazione clinica intende osservare le modalità relazionali nel gruppo/famiglia e rivedere in chiave terapeutica eventuali comunicazioni che vengono recepite in modo disfunzionale, tanto da creare perturbazioni nell’equilibrio del bambino con conseguenti ripercussioni nell’ambiente e verso l’ambiente nel quale il piccolo svolge la propria vita extrafamiliare. La valutazione, per completezza dell’attività clinica, sarà volta non solo al bambino e alla famiglia, ma comprenderà anche il contesto extra familiare (scolastico ecc.) vissuto dal bambino, al fine di poter elaborare un piano terapeutico individualizzato e mirato alla risoluzione del problema.

La fase psicodiagnostica è fondamentale per l’efficacia di un buon intervento clinico, comprende quattro incontri, al termine del IV ed ultimo incontro verrà presentato un reso conto dai dati emersi durante la fase psicodiagnostica e concordato con gli utenti l’intervento e le modalità di realizzazione di questo più consone alle esigenze del bambino e della famiglia.

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