Dammi la mano

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La famiglia è un collegamento con il nostro passato, e un ponte verso il nostro futuro.

Alex Haley

È possibile considerare la famiglia come una palestra di vita, essa costituisce il primo ambiente dove l’individuo sviluppa gli strumenti per il futuro inserimento nella società. Differenti dinamiche familiari conducono a diversi stili relazionali, a differenti stili genitoriali e a differenti interpretazioni di sé stessi. Non si può parlare di famiglie “giuste” o “sbagliate”, i legami all’interno di essa si formano spontaneamente e portano (tacitamente) all’instaurarsi di specifiche regole e comportamenti che scandiscono specifici ruoli.  Nella famiglia si possono rintracciare differenti sottosistemi (coniugale, genitoriale, quello dei figli, quello dei fratelli) demarcati da confini generazionali e gerarchici. Questi confini determinano il comportamento di ogni componente del sistema stesso e la maniera in cui la famiglia si relazione al mondo circostante.

Quali difficoltà possono sorgere?

Molto spesso i ruoli e le relazioni tra i familiari sono chiari, e ognuno dei membri ha i suoi doveri, ma anche i suoi spazi. All’interno di queste famiglie il cambiamento è vissuto in maniera plastica, i membri avvertono la crisi ma hanno gli strumenti per fronteggiarla, attraverso la comunicazione e il rispetto reciproco.

In altri casi le dinamiche relazionali posso risultare molto rigide, e questa inflessibilità può comportare silenzi, isolamento, sensazione di solitudine, ricerca all’esterno di gratificazioni e di attenzioni (spesso attraverso comportamenti promiscui e condotte a rischio). Manca completamente il senso di appartenenza, così come manca la capacità di percepire il malessere altrui e di dare quindi supporto.

Altre volte ancora i rapporti sono così confusi che nella famiglia aleggia uno stato di caos generale. È possibile individuare dei rapporti troppo “amicali” tra genitori e figli, ragazzi carichi di sproporzionate responsabilità, padri estremamente giovanili. Queste famiglie sono caratterizzate da un eccessivo coinvolgimento tra i membri. Questo tipo di relazioni comporta l’esigenza da parte dei figli di darsi delle regole e al tempo stesso di ribellarsi all’eccessivo controllo da parte dei genitori. Spesso le ragazze con disturbi alimentari provengono da questo tipo di famiglie, compito dello psicologo è ristabilire i ruoli, spogliando i figli delle eccessive aspettative da parte di genitori e favorendo la mediazione.

Il nostro intervento

  • Migliorare la comunicazione all’interno del gruppo-famiglia
  • Aiutare ad accettare ed affrontare la malattia o il lutto di un membro della famiglia
  • Supportare i momenti critici relativi ad una fase dello sviluppo o al cambiamento nello stile di vita di un membro che condiziona tutti gli altri membri della famiglia
  • Sostenere le famiglie con un figlio con disturbi psichiatrici
  • Sostenere le famiglie in cui un membro ha problemi di dipendenza (alcol, droghe, gioco d’azzardo)
  • Aiutare nell’accettare la sessualità di un membro della famiglia
  • Organizzare gruppi di aiuto con tematiche specifiche per aiutare i familiari con specifiche problematiche ad esternare i disagi ed esorcizzarli.